SERENA STOPPIONI

Parto naturale di prova (VBAC) in presenza di miomectomia sottosierosa multipla. Primo figlio. Parto autoindotto con assunzione di olio di ricino su consiglio ostetrico, dopo due scollamenti non andati a buon fine, per evitare il raggiungimento della data prevista parto e quindi il cesareo programmato. Tappo saltato alle 16. Prime contrazioni alle 22.30. Ricovero in ospedale alle 11.30 di 2 cm. Alle 6 ingresso in sala travaglio. Alle 7.25 nasce Diego di 2,9kg per 51 cm. Attacco immediato al seno (entro 2 minuti dalla nascita) e per tutta la durata delle 2h di pelle a pelle. Qualche difficoltà di attacco al seno sinistro essendo un po’ più grande del destro (per una operazione a 16 anni di asportazione di fibroadenoma), risolto con l’aiuto delle ostetriche con il sostegno manuale del seno. Attacco a richiesta e produzione ordinaria del Colostro. Ragadi immediate ad entrambi i capezzoli, risolte dopo 1 mese circa grazie alle coppettine d’argento. Dimissioni regolari, ma con dolori forti ma sopportati ai genitali . Prima notte fuori casa con il piccolo che è stato attaccato al seno tutta la notte no-stop. Mattina dopo, raccontato l’accaduto, inizio delle ingerenze familiari: ti manca il latte, il tuo latte non è buono, non ha sostanza, devi dare la giunta non lo vedi che questo ragazzo ha fame!, racconto di esperienze precedenti sulla crescita mia e di mio fratello, e a supporto delle loro teorie, telefonate ad infermiera pediatrica (amica di famiglia) che ha rincarato la dose sull’utilizzo dell’artificiale….
Dopo 3 gg dalla dimissione, nuovo ricovero per problema in una delle suture con intervento (sedazione e 2 dosi di morfina). Bimbo che quella sera ha mangiato solo LA. (potevano suggerire spremitura e conservazione del latte ed invece nulla) Psicologicamente oltre che fisicamente demoralizzata e frastornata, avevo paura di prendere una decisione per il bene del piccolo, quindi mi sono affidata alla “maggioranza” delle campane. Nel frattempo bimbo sceso sotto il 10% di peso alla nascita con pediatra dell’ospedale che ha segnato utilizzo del LA. In ospedale tentativi di spremitura manuale da parte dell’ostetrica ma con esiti poco fruttiferi. Montata lattea mai arrivata. Con il trascorrere del tempo attacco sempre positivo ed a richiesta; durata della poppata (dai 20 ai 40 minuti per seno) con rilascio autonomo del capezzolo. Aggiunta poi di quantitativi sempre crescenti di LA al crescere del peso del piccolo secondo indicazioni del produttore. Ulteriori ingerenze familiari sulle quantità d’utilizzo del LA e sul fatto che il bimbo non dormisse tra una poppata e l’altra come invece “tutti i bimbi fanno sempre”. Allattamento mantenuto a richiesta e abbandono della giunta nelle poppate notturne e nella prima poppata della mattina per volontà ed incaponimento personale; obiettivo raggiunto solo al 3 mese del piccolo nonostante gli sforzi. A 6 mesi inizio svezzamento e mantenimento della poppata a richiesta, aumentata nella frequenza soprattutto la notte. Particolarità:

  • Gestione di dermatite atopica della mamma su tutto il corpo, seni compresi
  • Gestione di ragadi e vesciche lattee che periodicamente riaffiorano
  • Allattamento misto

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