Come allattare e quanto: le posizioni e i riflessi del neonato

È possibile allattare il bimbino in molti modi, l’importante è che la mamma sia comoda!

Quindi è opportuno procurarsi cuscino, coperta, acqua, qualsiasi cosa faccia sentire la madre rilassata e permetta a lei e al bambino di stare in una posizione che renda facile la poppata.

Non dimenticarti di andare in bagno, perché potresti non poterti alzare per un po’ di tempo, specialmente i primi periodi.

All’inizio la mamma potrebbe trovare più confortevole una certa posizione, come per esempio stare seduta sulla sua sedia preferita, o sdraiata a letto, ma ben presto sarà capace di allattare suo figlio ovunque.

Esistono molte posizioni d’allattamento, ma le più comuni sono:

  • la Classica 

    La testa del bambino poggia sull’avanbraccio dello stesso lato del seno utilizzato
  • la Rugby

    Il bambino è sottobraccio alla mamma con i piedini che puntano all’indietro
  • l’Incrociata

    Il bambino è tenuto con il braccio opposto rispetto al seno utilizzato. La mano della mamma gli sorregge la nuca
  • la Posizione Sdraiata

    La mamma tiene il bambino sdraiato vicino a sé
 
 

All’inizio sarà difficile osservare e capire il proprio bimbo, ma questo non deve spaventare. Anche se sembrano piccoli e incapaci di fare qualsiasi cosa, in realtà i neonati quando nascono hanno già una serie di minuscole ma affinate competenze. Alcune di queste sono i riflessi innati:

  1. Riflesso di Ricerca: quando qualcosa gli tocca la bocca lui l’apre e spinge la lingua in basso e
  2. Riflesso di suzione: succhia quando qualcosa gli tocca il palato
  3. Riflesso di Deglutizione: il bambino ingoia quando ha la bocca piena di latte.

Grazie a questi riflessi, la mamma non deve far altro che proporre il seno al piccolo… e al resto pensa tutto lui. Sicuramente allattare non sarà semplice, ma una volta entrati in sintonia, verrà tutto da sé.

Indipendentemente dalla posizione che verrà scelta per allattare, i punti fondamentali ai quali prestare attenzione sono:

  • Sostenere bene il bambino, in particolare la testa, perché appena nati non hanno il controllo della muscolatura del collo che si deve ancora
  • Allineare il bambino sul fianco (orecchio, spalla, anca) in modo che non ruoti la
  • Tenere il bambino vicino al corpo, in contatto pancia a
  • Il seno deve rimanere nella naturale posizione a riposo per prevenire capezzoli dolenti e un attacco al seno in tensione. Se viene usato un cuscino, è bene assicurarsi che quest’ultimo non sollevi il bambino troppo in

Per avere un attacco al seno corretto è sufficiente far avvicinare la bocca del bambino al capezzolo partendo dal basso, avvicinando il nasino sul capezzolo per poi invogliarlo ad aprire la bocca. Un buon consiglio è spremere qualche goccia di latte e lasciarla sul capezzolo.

Si parla di attacco al seno corretto quando:

  • Il bambino avrà la bocca spalancata con le labbra estroflesse
  • Oltre al capezzolo avrà una bella parte di areola in bocca e l’attacco sarà asimmetrico
  • Il mento del bambino è aderente al seno

Nella prossima immagine è possibile vedere 2 attacchi diversi.

Nella numero 1, il bambino ha gran parte del seno in corrispondenza della mascella, delle gengive inferiori e della lingua permettendo una suzione migliore: il bambino tende a ricevere più latte dal seno e la madre ha meno probabilità di avere i capezzoli indolenziti.

Nella numero 2 invece, si vede un attaccato al seno superficiale. Il bimbo ha in bocca solo il capezzolo che sarà il solo a essere stimolato dalla lingua, provocando molto fastidio e dolore.

 

Si parla di attacco corretto quando la bocca del bimbo descrive una K e sembra che tenga la bocca a pesciolino.

Nel momento in cui il bimbo inizia a succhiare si creerà una sorta di sottovuoto.

Se l’attacco è corretto, le guance del bimbo saranno belle gonfie, si sentiranno i classici rumori della deglutizione, ci sarà un adeguato trasferimento di latte e una giusta stimolazione della produzione.

Nel caso in cui invece le guance saranno infossate e il bimbo produce degli schiocchi, vuol dire che l’attacco è scorretto e si dovrà procedere a staccare il bimbo altrimenti provocherà dolore al seno. È molto importante non tirare via dal seno il neonato per staccarlo; basta inserire delicatamente un dito nell’angolo della bocca del bambino e, una volta staccato, riprovare cercando l’attacco al seno corretto.

Per le prime poppate è consigliabile cercare un luogo silenzioso che permetta alla mamma di capire bene se il bambino deglutisca o meno. Ciò permetterà al bambino di acquistare peso, specialmente le prime settimane.

Chiedete aiuto al babbo o ai nonni per gestire le manine del bimbo perché all’inizio saranno un po’ di intralcio tra il vostro seno e la sua bocca.

A ogni poppata è opportuno lasciare che il bambino beva tutto il latte che desidera da un seno svuotandolo completamente, e poi offrigli l’altro, che potrebbe accettare o rifiutare. Quando sarà sazio si staccherà in modo naturale e sembrerà rilassato e appagato, talmente tanto che potrebbe addormentarsi. Alla poppata successiva, di conseguenza verrà offerto prima il seno che è stato dato per ultimo, in modo da svuotare e stimolare i seni allo stesso modo.

 

Una poppata può durare più di 1 ora, quindi non guardare l’orologio perché allattare non vuol dire, come sentirai dire spesso, “10 minuti a un seno e 10 minuti all’altro!”

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