La produzione di latte

I seni si preparano a produrre latte già nel secondo trimestre di gravidanza

Nei primi giorni dopo il parto il seno produce un latte più denso di un colorito giallastro/verdognolo: è il colostro. Questo prezioso primo latte è importantissimo perché contiene vitamine, anticorpi e proteine. In più ha anche un effetto lassativo sul bimbo, aiutandolo nell’eliminazione del meconio (prime feci del neonato).

Normalmente dai 3 ai 5 giorni dopo il parto – ma non è una regola perché può capitare sia prima che dopo – si ha la montata lattea. In questa fase il latte diventa più bianco ed abbondante, mentre i seni tendono a diventare caldi, tesi e turgidi, spesso dolenti.

Il dolore al seno all’arrivo della montata lattea può dipendere dalla presenza di un ingorgo mammario, che si verifica quando la mamma produce più latte di quanto il bambino riesca a succhiare. In questo caso, è importante allattare spesso il bambino in modo da ‘sgorgare’ il seno e procedere con impacchi di acqua calda, massaggi e docce calde: in questo modo si andrà a fluidificare il latte. Anche con l’aiuto delle mani si può provare a far uscire un po’ di liquido così da decongestionare il seno dolente.

Subito dopo il parto, il seno produce una quantità limitata di nutriente. Questo semplicemente perché il neonato appena nasce ha lo stomaco di dimensioni piccolissime.

Come è possibile vedere dall’immagine sottostante, i primi giorni ha le dimensioni di una ciliegia, poi di una noce, fino a diventare come un uovo intorno alla terza settimana di vita del neonato.

Uno stomaco così piccolo, si riempie molto velocemente, e, allo stesso modo, si svuota rapidamente: per questo il bambino vorrà attaccarsi tante volte. Inizialmente saranno necessarie anche fino a 8-12 poppate nell’arco delle 24 ore.

Si ricorda che è molto importante offrire al neonato entrambi i seni: dare il primo seno fino a completo svuotamento e poi il secondo, se lo accetta. Questo perché all’inizio di ogni allattamento il latte maturo si presenta più diluito ed è comunemente noto come primo latte.

Allattando, il latte diventa gradualmente più grasso e viene indicato come secondo latte. È proprio questo ultimo che fa acquistare peso e sazia per bene il bambino.

Quando il piccolo è attaccato bene al seno vedrai che produrrai latte a sufficienza per le sue necessità.

Per capire se il neonato assume sufficienti quantità di latte durante le poppate è opportuno controllare:

  • Il colore delle feci. Nei primi giorni dopo il parto il neonato evacua il meconio, che è di un colore verde scuro, poi a cominciare dal terzo giorno, le feci diventano più chiare perché il bambino ingerisce piano piano sempre più latte e meno colostro. Le feci di un lattante che assume latte materno sono di consistenza cremosa o acquosa, vanno da un colore verde/arancio/giallo senape, odorano poco. Le prime settimane il neonato evacua più volte nella giornata le feci, poi piano piano comincia a regolarizzarsi in 2-3 volte nella giornata, ma varia da bambino a
  • Numero di pannolini bagnati. Se il lattante bagna in modo consistente almeno 6 pannolini nelle 24 ore siete sicure che il bambino sta ricevendo del latte. Si sente chiaramente la pesantezza del pannolino
  • Il seno diventa morbido. Una volta che la mamma ha allattato il seno si svuota, quindi perde la tensione e diventa più soffice. La tensione comunque tende a scomparire nel tempo in quando la produzione di latte si adegua alle richieste ed ai ritmi del
  • Aumento di peso settimanale di almeno 150g

Ogni volta che il bambino si attacca al seno e poppa, stimola due ormoni: l’ossitocina e la prolattina.

L’ossitocina è l’ormone che si occupa della fuoriuscita del latte dal capezzolo. È detto anche ormone della felicità e normalmente le puerpere lo conoscono molto bene perché è lo stesso ormone che provoca le contrazioni uterine durante il travaglio. Per far entrare in gioco l’ossitocina la mamma deve essere serena e pensare solo al suo bimbo: qualsiasi fonte di stress, di insicurezza, o di dolore lo inibirà.

 

La prolattina, invece, si occupa della produzione del latte, come suggerisce il nome stesso. Questo ormone stimola le cellule delle ghiandole mammarie alla produzione di latte, ed entra in gioco durante ogni poppata ed è prodotta in modo proporzionale allo svuotamento del seno. Soprattutto all’inizio, quindi, è necessario che il neonato sia attaccato spesso e in modo corretto, che la durata della poppata sia regolata dal bambino stesso, e che la mamma lo allatti anche di notte, quando la produzione di prolattina aumenta.

 

Se viene saltata una poppata, oltre a non stimolare l’ormone della prolattina, il latte rimarrà all’interno del seno. Studi recenti hanno rivelato l’esistenza di una sostanza naturalmente presente nel latte, denominata FIL (Feedback di Inibizione del Latte), la quale fa diminuire il tasso di produzione del latte quando la ghiandola mammaria è piena.

In conclusione, più frequentemente verrò attaccato e allattato il bambino svuotando i seni, e più latte verrà prodotto.

Se hai ancora qualche dubbio prova a guardare anche il video Più suzione, più produzione

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